I primi secoli

01 1ascensioneGesù è di nuovo con loro: per quaranta giorni gli Apostoli gioiscono per la presenza del Signore risorto e ascoltano i suoi ultimi insegnamenti.

Con questa scena il libro degli Atti degli Apostoli ci fa entrare in quella che viene chiamata la comunità primitiva. E’, questa, una espressione caratteristica per indicare la Chiesa nei primi anni della sua storia, quando sono ancora vivi Maria, gli Apostoli e le tante persone che hanno conosciuto e seguito Gesù. La loro presenza è la garanzia più sicura che le parole di Gesù vengano ricordate e riferite con precisione, e il fatto che la Chiesa inizi il suo cammino da Gerusalemme simboleggia la continuità con la storia del popolo di Israele.

Nella scena successiva, Luca ricorda la salita di Gesù al Cielo. E’ un’immagine straordinaria e grandiosa: dopo aver dato agli Apostoli le ultime raccomandazioni, avvolto da una nube, Gesù scompare alla loro vista.

Il loro stupore è grande, tanto da farli rimanere con gli occhi fissi al cielo fino a che la voce di un angelo annuncia a loro il ritorno glorioso di Cristo alla fine dei tempi (At 1,6-12).

Ma è possibile che tutto sia finito così, in una nuvola? E’ possibile che la storia dell’amore di Dio per il suo popolo si concluda con il ritorno di Gesù presso il Padre?

E’ difficile per noi immaginare il gruppo degli Apostoli subito dopo l’Ascensione. Il vuoto lasciato da Gesù deve essere stato enorme. Forse grande è stata la tentazione di riprendere la vita di tutti i giorni, con il lavoro e le innumerevoli piccole occupazioni che la costituiscono. O forse vi è stata la tentazione di tenere per sé quanto era successo nei due anni e mezzo precedenti.

Ma il gruppo degli Apostoli non si disperde. Anzi, appena tornati a Gerusalemme, essi si preoccupano di eleggere Mattia quale sostituto di Giuda e continuano a vivere insieme. 

Al termine del suo vangelo e all’inizio del racconto degli Atti degli Apostoli, Luca ricorda che tutti stavano nel Tempio lodando Dio ed erano assidui e concordi nella preghiera. Nella preghiera, la comunità primitiva trova la forza della sua unione e ricorda l’ultima grande promessa di Gesù: “Sarete battezzati in Spirito Santo fra non molti giorni” (At 1,5).

50Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. 51Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato verso il cielo. 52Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia; 53e stavano sempre nel tempio lodando Dio. (Lc 24,50-53)

02 2CenacoloL’attesa degli Apostoli termina dieci giorni dopo l’Ascensione.

Cinquanta giorni dopo la Pasqua, infatti, il giorno di Pentecoste, Dio si manifesta nuovamente a coloro che lo cercano e lo invocano e ancora una volta, con una azione concreta, dimostra la sua fedeltà alle promesse e la sua costante presenza nella storia dell’uomo.

La reazione degli Apostoli all’azione dello Spirito è immediata: ogni timore è cancellato e una forza straordinaria ora li muove. Subito escono dal Cenacolo e cominciano a predicare.

Ciò che fino a quel momento era rimasto quasi un segreto nascosto tra gli amici più fedeli a Gesù, diventa ora una grande verità da portare a tutti gli uomini.

L’annuncio della morte sulla croce di Gesù e della sua Resurrezione da parte di Pietro e degli Apostoli costituisce il fondamento della predicazione apostolica primitiva, chiamata kerigma. Dalla Resurrezione di Gesù e dal suo annuncio, quindi, riparte la storia della salvezza e, da questo momento, inizia l’ultima parte di essa, il tempo della Chiesa, che accompagnerà l’umanità sino alla fine dei tempi.

 

1Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. 2Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. 3Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; 4ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi.  (At 2,1-4)

Il giorno di Pentecoste (al termine delle sette settimane pasquali), la Pasqua di Cristo si compie nell’effusione dello Spirito Santo, che è manifestato, donato e comunicato come Persona divina: dalla sua pienezza, Cristo, Signore, effonde a profusione lo Spirito.

In questo giorno è pienamente rivelata la Trinità Santa. Da questo giorno, il Regno annunziato da Cristo è aperto a coloro che credono in lui: nell’umiltà della carne e nella fede, essi partecipano già alla comunione della Trinità Santa. Con la sua venuta, che non ha fine, lo Spirito Santo introduce il mondo negli “ultimi tempi”, il tempo della Chiesa, il Regno già ereditato ma non ancora compiuto:

Abbiamo visto la vera Luce, abbiamo ricevuto lo Spirito celeste, abbiamo  trovato la vera fede: adoriamo la Trinità indivisibile, perché ci ha salvati. (Catechismo della Chiesa cattolica, 731-732)

22Uomini d'Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nazaret uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso operò fra di voi per opera sua, come voi ben sapete, 23dopo che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi, voi l'avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l'avete ucciso. 24Ma Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle angosce della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. 36 Sappia dunque con certezza tutta la casa di Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso!” (At 2,22-24.36).

Questa pienezza dello Spirito non doveva rimanere soltanto del Messia, ma doveva essere comunicata a tutto il popolo messianico. Più volte Cristo ha promesso questa effusione dello Spirito, promessa che ha attuato dapprima il giorno di Pasqua e in seguito, in modo più stupefacente, il giorno di Pentecoste. Pieni di Spirito Santo, gli Apostoli cominciano ad “annunziare le grandi

opere di Dio” (At 2,11) e Pietro afferma che quella effusione dello Spirito sopra gli Apostoli è il segno dei tempi messianici. Coloro che allora hanno creduto alla predicazione apostolica e che si sono fatti battezzare, hanno ricevuto, a loro volta, “il dono dello Spirito Santo” (At 2,38). (Catechismo della Chiesa cattolica, 1287)

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