L'Età moderna
Da sempre gli studiosi di storia discutono sulle cause del tramonto del Medioevo.

Tutto il pensiero di Lutero si può ora riassumere in tre espressioni: sola gratia, sola fides, sola scriptura.
Le conseguenze sulla sua posizione rispetto alla Chiesa e alla sua dottrina sono dirompenti. Portando alle estreme conseguenze le proprie riflessioni, Lutero giunge a negare il concetto fondamentale di successione apostolica sul quale si regge tutta la Chiesa e della quale distrugge, così, le fondamenta stesse.
Secondo la dottrina della Chiesa cattolica, Gesù ha trasmesso agli Apostoli il potere di ammaestrare, battezzare, insegnare (Mt 28,16-20) e, inviandoli nel mondo a diffondere il Vangelo, ha dato loro il compito di guidare gli uomini alla salvezza. Gli Apostoli hanno poi trasmesso il medesimo potere ai propri successori, per cui gli attuali vescovi, con il papa in posizione preminente, sono realmente i successori degli Apostoli. La Chiesa cattolica è, quindi, nel corso dei secoli, la legittima erede della Chiesa primitiva ed è la stessa Chiesa fondata da Gesù Cristo.
Per Lutero, invece, la vera e unica Chiesa è stata quella di Gerusalemme e la Chiesa del suo tempo non incarna più l’ideale voluto da Gesù.
Per ottenere la grazia, cioè l'amore e la misericordia di Dio, non sono indispensabili, né necessarie, le opere della carità e tantomeno i sacramenti che invece, secondo la Chiesa cattolica, sono i mezzi istituiti da Gesù stesso perché l’uomo possa godere della Grazia di Dio e, di conseguenza, ottenere la salvezza.
La fede è solo una questione di fiducia in Dio e diventa autonoma dalle opere buone o cattive che il cristiano può compiere.
All'interpretazione della Scrittura da parte del Magistero cattolico, Lutero sostituisce il libero esame, principio secondo il quale ogni cristiano può accostarsi alla Bibbia e interpretarla liberamente.
Nonostante le profonde divergenze fra il pensiero di Lutero e la dottrina della Chiesa cattolica, si deve riconoscere che la sua traduzione in lingua tedesca della Sacra Scrittura ne ha favorito la diffusione anche presso la gente comune.
| «Ero divorato da uno straordinario desiderio di comprendere la lettera di Paolo ai Romani. Fino allora ne ero stato impedito, non da un difetto di fervore, ma da una sola parola del primo capitolo: "È in esso (nel vangelo) che si rivela la giustizia di Dio" (Rm 1,17). Io odiavo quella parola “giustizia di Dio”, perché avevo imparato che cosa significava la giustizia... per mezzo della quale Dio è giusto in se stesso e punisce i peccatori, cioè quelli che non sono giusti. Ero cosciente di essere davanti a Dio, malgrado la mia vita religiosa ineccepibile, un peccatore con una coscienza estremamente inquieta e non potevo confidare di soddisfare Dio con le mie opere meritorie. Perciò non potevo amare quel Dio "giusto" che punisce peccati, l'avrei anzi odiato... Finché, cercando giorno e notte, per la misericordia di Dio, fui attirato dal contesto di quella frase: "È in esso (nel vangelo) che si rivela la giustizia di Dio di fede in fede, come sta scritto: il giusto vivrà mediante la fede". Allora cominciai a comprendere la giustizia di Dio come qualcosa in forza della quale il giusto vive come un beneficato da Dio. E capii che ciò significa che nel vangelo viene rivelata quella giustizia di Dio, mediante la quale la clemenza divina ci concede la giustificazione per mezzo della fede, come sta scritto: il giusto vivrà mediante la fede. Allora mi sentii rinato e come entrato in cielo attraverso porte spalancate. E da allora in poi tutta la S. Scrittura mi apparve sotto un altro aspetto». (Martin Lutero, da Opera latina) |

Non è esatto vedere la Riforma Protestante come unica e necessaria conseguenza della decadenza spirituale della Chiesa nel tardo Medioevo e nel primo Rinascimento.
Il rinnovamento della Chiesa ha inizio dal papa. Per la prima volta, dopo circa tre secoli, il papato ritrova la sua funzione di guida spirituale.
Anche i suoi successori, Gregorio XIII (1572-1585) e Sisto V (1585-1590), impegnano tutte le proprie energie nell'attuazione dei decreti del Concilio di Trento.
cistercense Armando de Rancé dà vita all'ordine dei Trappisti.
Vincenzo de' Paoli (1581-1660) si impegna nella carità e nella predicazione del Vangelo nelle campagne; fonda la 


