La Chiesa per la pace
Il conseguimento della pace e la sua affermazione nel mondo è uno dei compiti più difficili ai quali i Cristiani sono chiamati.
A partire dalla famiglia, dalla scuola, dall’ambiente di lavoro, chi crede nella pace e vuole che questa si realizzi deve evitare la violenza, crescere nel rispetto degli altri, ricercare la solidarietà e la condivisione dei beni, adoperarsi perché vengano abbattute le barriere che tengono separati gli uomini tra loro. L’impegno di tutti deve essere rivolto a salvaguardare e difendere il bene di ogni individuo e il bene di tutta la società, realizzando una giustizia perfetta che è il fondamento di una vera pace.
L’impegno della Chiesa in questo è sempre stato costante.
Il Concilio Vaticano II ha condannato solennemente la guerra e ha invitato gli uomini a collaborare tutti insieme perché, nella giustizia, ricerchino e raggiungano una pace durevole.
Il Concilio richiama le Nazioni al rispetto del diritto di ogni uomo e di ogni popolo alla vita, alla sicurezza materiale, alla possibilità di uno sviluppo equilibrato; a favorire ogni tentativo di superare le differenze tra i popoli e i motivi di attrito che possono portare all’odio e alla guerra; a migliorare i trattati che disciplinano i comportamenti da tenere in caso di guerra, con lo scopo di mitigare le sofferenze dei prigionieri e delle popolazioni civili.
I Vescovi del Concilio giudicano positivamente quanti rifiutano l’uso delle armi (obiezione di coscienza) per dedicarsi ad un servizio civile a favore dei più deboli e bisognosi e, allo stesso tempo, riconoscono il diritto alla guerra per legittima difesa, dopo aver compiuto, però, tutti i possibili tentativi di pacificazione. Esortano infine i militari che difendono la patria a promuovere e a sviluppare la libertà dei popoli, lavorando perché la pace sia sempre rispettata.
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I Cristiani che hanno parte attiva nello sviluppo economico-sociale contemporaneo e propugnano la giustizia e la carità, siano convinti di poter contribuire molto alla prosperità del genere umano e alla pace del mondo. In tali attività, sia che agiscano come singoli, sia come associati, siano esemplari. (Conc. Vat. II, Gaudium et spes, 72)
Se gli attuali sistemi generati dal cuore dell'uomo si rivelano incapaci di assicurare la pace, è il "cuore" dell'uomo che occorre rinnovare, per rinnovare i sistemi, le istituzioni ed i metodi. La fede cristiana ha un termine per designare questo cambiamento radicale del cuore: esso è conversione. In linea di massima, si tratta di ritrovare la chiaroveggenza e l’imparzialità insieme con la libertà di spirito, il senso della giustizia insieme col rispetto dei diritti dell'uomo, il senso dell'equità con la solidarietà mondiale tra ricchi e poveri, la fiducia reciproca e l’amore fraterno. (Giovanni Paolo II, La pace nasce da un cuore nuovo) |
La costruzione di una pace piena e duratura richiede che vengano superate e risolte le cause che provocano i conflitti fra le Nazioni.
Gli egoismi nazionali, le differenze economiche fra i Paesi avanzati e i Paesi sottosviluppati, la sete di dominio sugli altri, lo sfruttamento delle risorse dei Paesi poveri da parte di quelli ricchi, sono pericoli che insidiano costantemente l’armonia tra i popoli.
Per risolvere questi problemi, è preziosa l’opera delle istituzioni internazionali che si impegnano nel campo dell'alimentazione, della salute, dell'educazione, del lavoro, con particolare attenzione ai profughi e agli emigrati. Gli aiuti internazionali devono fornire le risorse necessarie per promuovere la formazione professionale delle popolazioni più povere e favorirne lo sviluppo. Occorre organizzare un’equa distribuzione delle risorse, promuovere il commercio internazionale e aiutare in modo particolare le comunità nazionali dove l’elevato tasso di natalità determina un notevole aumento demografico.
A tutto questo i Cristiani devono collaborare secondo il precetto della carità e tutte le associazione cattoliche sono invitate a collaborare per sconfiggere la miseria che affligge tante popolazioni. Solo così sarà possibile costruire la vera pace, fondata sulla giustizia che Gesù ha portato nel mondo e immagine ed effetto della Sua pace.
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Il rispetto e lo sviluppo della vita umana richiedono la pace. La pace non è la semplice assenza della guerra e non può ridursi ad assicurare l’equilibrio delle forze contrastanti. La pace non si può ottenere sulla terra senza la tutela dei beni delle persone, la libera comunicazione tra gli esseri umani, il rispetto della dignità delle persone e dei popoli, l’assidua pratica della fratellanza. È la «tranquillità dell'ordine». È frutto della giustizia ed effetto della carità.
La pace terrena è immagine e frutto della pace di Cristo, il “Principe della pace” messianica (Is 9,5). Con il sangue della sua croce, egli ha distrutto “in se stesso l’inimicizia” (Ef 2,16), ha riconciliato gli uomini con Dio e ha fatto della sua Chiesa il sacramento dell'unità del genere umano e della sua unione con Dio. “Egli è la nostra pace“ (Ef 2,14). Proclama “beati gli operatori di pace” (Mt 5,9). (Catechismo della Chiesa cattolica, 2304-2305) |