La Legge antica
Ogni Stato nazionale ha la propria costituzione e le proprie leggi che devono essere rispettate da tutti i cittadini, compresi gli stranieri che si trovano momentaneamente sul territorio. Leggi scritte dagli uomini che spesso risentono profondamente delle tradizioni culturali e religiose del paese, tanto che alcune azioni considerate reato in un determinato paese possono essere permesse in un altro.
La legge è una forma di grande civiltà, un passo significativo compiuto dall’uomo verso il progresso. Con la legge ogni stato organizza e disciplina la propria vita, in modo tale che i cittadini godano dei medesimi diritti e siano sottoposti ai medesimi doveri. Grazie alla legge ogni uomo vive nella pace e nella giustizia e si sente tutelato di fronte alla società. Il rispetto della legge è un dovere per tutti ed è per questo che nei nostri tribunali campeggia la scritta: “la legge è uguale per tutti”.
I popoli primitivi avevano usi e consuetudini che erano condivisi da tutti e che avevano lo stesso valore di una legge scritta.
Col passare del tempo, grazie alla scoperta della scrittura, consuetudini e accordi fondati sulla parola furono messi per iscritto in modo tale che chiunque avesse la necessità di rivendicare i propri diritti potesse fare riferimento a quei testi.
Uno dei primi codici scritti è attribuito al re babilonese Hammurabi, vissuto dal 1728 al 1686 a. C. Il suo codice di leggi è stato ritrovato presso Susa nel 1902 inciso su una colonna di marmo alta 4 metri ed esposta oggi al museo del Louvre di Parigi. Questo codice, che gli antichi credevano provenisse dal cielo, è composto di circa 200 articoli che disciplinano le più svariate situazioni della vita: la proprietà, i contratti, i raccolti, la vita familiare, le testimonianze, le ricevute dei pagamenti, le norme per i medici, le pene. Riguardo ai medici, per esempio, venivano indicate le norme che essi dovevano osservare durante le operazioni chirurgiche e sanzionavano il taglio della mano nel caso in cui il medico avesse procurato la morte del paziente. Se questi però era uno schiavo, il medico doveva procurare un altro schiavo al padrone.
Il codice di Hammurabi era quindi un utile mezzo per rendere chiaro cosa si potesse o non si potesse fare. Il famoso detto: “occhio per occhio, dente per dente”, che la Bibbia definisce legge del taglione, è una norma di questo codice, giusta per quei tempi perché sanciva la proporzionalità del danno e della pena.
Accanto al codice di Hammurabi sono fioriti con il passare degli anni altri codici.
Ricordiamo, come esempio, il diritto romano, sviluppatosi in tutto l’Impero e divenuto la base di tante legislazioni successive. Ancor oggi esso è oggetto di studio nelle facoltà di giurisprudenza di tutto il mondo. I romani attribuivano un grande valore alla loro legge, numerosi erano gli studiosi del diritto e le norme romane disciplinavano la vita quotidiana dei cittadini di Roma e di coloro che ad essi erano assoggettati.
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8. Se qualcuno ruba un bue o una pecora o un asino o un maiale o un battello, se la cosa appartiene a Dio (cioè al tempio) o alla corte (del re), dovrà dare trenta volte tanto; se appartiene ad un “uomo inferiore” dovrà dare dieci volte tanto; se il ladro non ha nulla da dare, dovrà essere ucciso. 196. Se qualcuno cava un occhio di un altro, gli dovrà cavare un occhio. 197. Se egli rompe un osso ad un altro, gli dovrà rompere l’osso. 198. Se cava un occhio di un “uomo inferiore” o rompe l’osso di un “uomo inferiore” dovrà pagare una mina (unità di misura). 199. Se egli cava l’occhio di uno schiavo altrui o rompe l’osso di uno schiavo altrui, dovrà pagare (al padrone) la metà del prezzo (dello schiavo). (Dal Codice di Hammurabi) |
Anche il popolo di Israele, come tutti i popoli della terra, ha la sua Legge: la Torah, che, secondo la fede ebraica, Israele ha ricevuto da Dio stesso per mezzo di Mosè, presso il Sinai, sette settimane dopo la liberazione dall’Egitto. Essa è contenuta nei primi cinque libri della Bibbia: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio, chiamati Pentateuco che, nella lingua greca, significa “i cinque astucci”, per indicare i contenitori di cuoio che contenevano i cinque rotoli di pergamena e di papiro che venivano a loro volta custoditi nel tabernacolo della sinagoga.
Il Libro della Genesi descrive la creazione dell’universo e dell’uomo e le origini del popolo ebraico. In questo libro spicca l’alleanza stretta fra Dio e il capostipite Abramo, dal quale discendono i patriarchi, le 12 tribù d’Israele e il popolo stesso. Gli ultimi capitoli di questo libro raccontano le vicende di Giuseppe e l’entrata degli Ebrei in Egitto.
Il Libro dell’Esodo racconta la storia della liberazione degli Ebrei dalla schiavitù egiziana. Protagonista del libro è Mosè che, divenuto strumento nelle mani di Dio, conduce il popolo verso la libertà e nella conclusione dell’alleanza presso il Sinai. A Mosé Dio rivela il proprio nome e la propria volontà ed è attraverso lui che dona al popolo le regole e le norme che lo devono guidare per rispettare il patto del Sinai. A lui Dio dona i comandamenti e il codice dell’alleanza. Per mezzo di lui Israele diventa il popolo eletto di Dio in mezzo al quale Dio pone la sua presenza attraverso l’Arca dell’alleanza custodita nel santuario portatile. E’ attraverso Mosè che Dio perdona il popolo da tutte le situazioni di peccato e di infedeltà all’alleanza.
Tutti gli Ebrei di ieri e di oggi guardano a Mosè come maestro e guida.
Il libro del Levitico, che prende il nome dalla tribù sacerdotale di Levi, riporta le norme che riguardano i sacerdoti, il tempio e il culto in genere.
Il libro dei Numeri, così chiamato perché inizia con l’elenco delle famiglie che componevano le dodici tribù d’Israele, riporta anch’esso leggi e norme cultuali, riassume i principali avvenimenti accaduti al popolo di Israele nel suo peregrinare nel deserto e accenna alla prima esplorazione ebraica della Terra Promessa.
Il libro del Deuteronomio, infine, riporta tre discorsi di Mosè. Il primo discorso, pronunciato mentre il popolo si appresta ad entrare nella Terra promessa, ricorda che prima condizione per meritare la Terra è il rispetto della Legge. Il secondo ripropone i dieci comandamenti. Il terzo presenta una rilettura della Legge già enunciata negli altri libri del Pentateuco. Il libro si conclude con la narrazione della morte del Patriarca.
Conoscere la Torah è il primo dovere di ogni ebreo ed è importante quanto la preghiera. Uno dei maestri più conosciuti in Israele, Maimonide, così suggeriva ai suoi correligionari: “Ogni Israelita ha l’obbligo di studiare la Torah, indipendentemente dalla sua condizione sociale, dal suo stato di salute, dalla sua età. Durante la giornata esso deve dedicare un certo tempo allo studio della Legge sia di giorno che di notte”.
Benché gli Ebrei considerino la Torah come un grande albero della vita che congiunge il Cielo con la terra, le norme che essa riporta non sono facilmente comprensibili e richiedono una spiegazione orale per poter essere osservate degnamente. Nascono così l’interpretazione e la spiegazione orale della Torah.
Altri testi importanti presso gli Ebrei sono il Talmud e la Mishnah.
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Questi sono i comandi, le leggi e le norme che il Signore vostro Dio ha ordinato di insegnarvi, perché li mettiate in pratica nel paese in cui state per entrare per prenderne possesso;_2 perché tu tema il Signore tuo Dio osservando per tutti i giorni della tua vita, tu, il tuo figlio e il figlio di tuo figlio, tutte le sue leggi e tutti i suoi comandi che io ti do e così sia lunga la tua vita._ Ascolta, o Israele, e bada di metterli in pratica; perché tu sia felice e cresciate molto di numero nel paese dove scorre il latte e il miele, come il Signore, Dio dei tuoi padri, ti ha detto._ Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo._ Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze._ Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore;_7 li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi 9 e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte. (Dt 6,1-9) |