La Legge nuova
Se, come afferma la Rivelazione presentata dalla Chiesa cattolica, la colpa di Adamo ed Eva si trasmette di generazione in generazione, non è possibile che Dio abbandoni la propria creatura prediletta in una situazione di peccato e di sofferenza. L’amore che Dio nutre per l’uomo è sempre infinitamente superiore al male che l’uomo può compiere e che lo rende schiavo: il Dio che ha liberato Israele dall'Egitto e da Babilonia vuole liberare l’uomo dalla schiavitù del peccato.
Nella lettera ai Romani, confrontando tra loro le figure e l’opera di Adamo e di Gesù Cristo, S. Paolo esprime in modo mirabile l’idea di redenzione che la rivelazione biblica ci propone.
Il suo ragionamento è chiarissimo: l’uomo nuovo, Gesù Cristo, ha cancellato il male provocato dal primo uomo, Adamo, e ha riportato nel mondo la giustizia. Dio può, così, benedire nuovamente l’umanità e ricolmarla dei suoi doni, perché la Sua grazia è di gran lunga superiore al peccato di Adamo e ai peccati degli uomini.
Nei Vangeli, Gesù si mostra completamente sottomesso a ciò che Dio ha progettato e stabilito dall'eternità e afferma di non essere venuto per compiere la propria volontà ma la volontà del Padre. E il Padre vuole la salvezza dell'uomo.
La totale sottomissione di Gesù alla volontà di Dio Padre permette di comprendere sempre meglio quanto la Sacra Scrittura ricorda di continuo: la salvezza è un dono assolutamente gratuito che Dio offre all'interno di un preciso progetto, al di fuori del quale l’uomo non trova la salvezza, ma la perdizione.
Anche Gesù ha subito la tentazione di salvarsi con le proprie forze: subito dopo aver ricevuto il Battesimo da Giovanni, Satana gli propone un potere esclusivamente terreno; nell'orto del Getsemani, prevedendo la propria morte, prova tristezza e angoscia; sulla croce, i capi del popolo, i soldati e uno dei criminali crocifissi con lui, lo sfidano a salvare la propria vita.
Ma Gesù sa di dover portare a termine l’opera redentrice voluta da Dio e realizzare, sulla croce, la salvezza definitiva.
È ancora S. Paolo che ci offre la riflessione più profonda sul mistero della salvezza che Dio, attraverso il sacrificio di Cristo, dona all'uomo. Nel pensiero dell'Apostolo, la morte e la resurrezione di Cristo diventano il momento centrale dell'intera opera redentrice di Dio, il momento in cui, con il proprio sacrificio, Gesù dona la propria vita in riscatto per i peccati dell'uomo.
Il meraviglioso inno inserito nella lettera ai Filippesi, riassume, con parole dense di significato, il mistero dell'opera e della morte redentrice di Gesù. Dalla incarnazione alla glorificazione che segue la crocifissione, Paolo segue il cammino che Dio ha scelto per cancellare il tradimento dell'uomo e riammetterlo alla comunione con sé.
Il sacrificio della croce diviene, così, l’unico e definitivo sacrificio grazie al quale l’uomo ottiene la liberazione dal peccato che lo opprime e lo rende schiavo, e grazie al quale ritrova la propria identità di figlio.
Al tempo stesso, la sofferenza e la morte di Gesù sono anche la risposta definitiva al problema del male fisico.
Gesù non sconfigge materialmente il dolore e la sofferenza che continuano, e continueranno sempre, ad accompagnare l’uomo nel suo cammino, ma offre all'uomo la possibilità di dare loro un significato: se Dio ha tanto amato l’uomo da voler condividere con lui la sofferenza e la morte, l’uomo può offrire a Dio se stesso sofferente e trasformare la sofferenza in mezzo di redenzione.
Con la Resurrezione, infatti, Cristo ha sconfitto definitivamente la morte e ha illuminato e dato un senso alle realtà più terribili e misteriose con le quali l’uomo deve confrontarsi.
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12Come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato.17Infatti se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo, molto di più quelli che ricevono l'abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo. 18Come dunque per la colpa di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l'opera di giustizia di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione che dà vita. 19Similmente, come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l'obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti. (Rm 5,12.17-19) non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, e alla morte di croce. e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome; ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre. (Fil 2,5-11) |
Lo Spirito di Dio ha ispirato gli evangelisti perché trasmettessero fedelmente gli insegnamenti di Gesù. Matteo raccoglie il nucleo centrale dell’insegnamento di Gesù in un lungo discorso che occupa i capitoli 5, 6 e 7 del suo vangelo. È chiamato il Discorso della Montagna perché Gesù, per far udire la propria voce alla folla, sale su un monte.
Esso rappresenta, nei quattro Vangeli, la raccolta di detti di Gesù più lunga e meglio strutturata.
Con i suoi 107 versetti, il Discorso della Montagna è la sintesi perfetta della spiritualità cristiana, l’esposizione più completa del pensiero di Gesù Cristo e, dal punto di vista umano, la vetta più alta mai raggiunta dalla mente dell'uomo illuminata dalla grazia di Dio. Tutta la straordinaria novità dell'insegnamento di Gesù qui si ritrova e, qui, sono espresse le idee che hanno radicalmente mutato il modo di pensare e di vivere dell'umanità. Ogni aspetto della vita dell'uomo è raggiunto dalle parole di Cristo, parole con le quali l’uomo deve confrontarsi quando riflette su se stesso e affronta una qualunque problematica di carattere morale.
Il Discorso della Montagna è, insomma, l’espressione più pura di quanto il Cristianesimo può offrire di nuovo ad una umanità assetata di verità, di pace e di serenità.
In base al contenuto, il Discorso della Montagna può essere diviso in cinque parti:
· 5,3-48: le Beatitudini e il confronto fra la Legge antica e la Legge nuova.
· 6,1-18: la novità dell'atteggiamento cristiano.
· 6,19-34: il distacco dalle ricchezze.
· 7,1-12: il comportamento del cristiano nei confronti del prossimo.
· 7,13-27: la scelta della fede e le opere conseguenti.