Un giudizio di salvezza
Gesù è l’Alfa e l’Omega, il Primo e l’Ultimo. E’ il Primo, perché, in quanto Dio, è all’origine di tutta la creazione, ed è l’Ultimo, perché in lui si compie l’opera di salvezza del Padre (Ap 1,8.17).
Gesù è il Vivente che ha sconfitto la morte e ha stabilito la propria signoria sul regno di questa (Ap 1,18). Questa è la prima grande verità dell’escatologia cristiana: la morte non ha più potere sull’uomo, non è il trionfo definitivo del male, il nulla che segue la vita decretandone il fallimento. Alla luce della Risurrezione, tutto ritorna alla verità: il Dio di Israele è il Dio della vita; la morte non toglie la vita, la trasforma.
Gesù è il centro della storia. L’Incarnazione, il sacrificio della croce e la Risurrezione la dividono in due parti: il tempo dell’attesa e il tempo della salvezza che si realizza nel mondo. Oggi, il mondo vive gli ultimi tempi: il Regno di Dio è presente sulla terra e tutti gli uomini sono chiamati ad entrarvi per camminare insieme verso la salvezza.
Gesù è anche “colui che viene” (Mc ll,9) per incontrare l’uomo. Durante la vita terrena e al termine di essa.
Il cristiano vive in un atteggiamento di attesa e sa che nel momento della morte si presenterà al cospetto del Cristo Risorto, contemplerà il suo volto e si troverà di fronte al suo giudizio. Gesù descrive tante volte il momento di questo incontro.
L’evangelista Matteo, ad esempio, raccoglie l’insegnamento escatologico di Gesù nell’ultimo dei cinque discorsi che contrassegnano la sua opera.
Nella parabola dei Talenti, il suo insegnamento è chiarissimo: quando l’uomo lo incontrerà tutto sarà finalmente svelato. Il bene e il male compiuti verranno alla luce, l’egoismo sarà definitivamente sconfitto, scuse e giustificazioni non avranno più valore, ognuno sarà conosciuto per quello che veramente è e sarà giudicato in base all’amore di cui è stato capace e secondo quanto ha costruito nella vita terrena.
Il giudizio di Gesù segnerà la fine del tempo della prova, ristabilirà la verità e la giustizia di Dio e sarà il momento in cui la persona si fisserà nell’eternità. Davanti all’uomo si apriranno tre vie: l’esclusione dalla comunità dei salvati, la purificazione in preparazione alla beatitudine, l’eternità beata in comunione con Dio e con tutti i santi.
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Avverrà come di un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. 15 A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità, e partì. 16 Colui che aveva ricevuto cinque talenti, andò subito a impiegarli e ne guadagnò altri cinque. 17 Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. 18 Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. 19Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò, e volle regolare i conti con loro. 20 Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque. 21 Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. 22 Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due. 23 Bene, servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. 24Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; 25 per paura andai a nascondere il tuo talento sotterra; ecco qui il tuo. 26 Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; 27 avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l'interesse. 28 Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. 29 Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell'abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. 30 E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti. (Mt 25,14-30) |