La purificazione

Per poter godere nella beatitudine eterna del Paradiso, è necessario che colui che si presenta al cospetto di Dio sia assolutamente puro, cioè senza la minima macchia in sé.

Il termine tradizionale Purgatorio esprime l’idea della purificazione dell’anima oltre il valico della morte. Secondo la dottrina della Chiesa cattolica, infatti, è possibile che qualcuno muoia senza la necessaria armonia spirituale per poter entrare in Paradiso e, allo stesso tempo, non sia in quello stato di totale avversione a Dio che porta all’Inferno. Sono queste le persone il cui mondo interiore, ferito dalle conseguenze dei peccati commessi e macchiato dal disordine, si trova in uno stato di alterazione e di squilibrio.

Il Purgatorio rappresenta, allora, l’occasione offerta all’uomo per rettificare le proprie intenzioni, i propri pensieri e le proprie certezze, e cancellare definitivamente il male compiuto durante la vita terrena. Il Purgatorio non è eterno e sfocia sempre nella gloria del Paradiso.

La dottrina del Purgatorio è caratteristica della Chiesa cattolica e si fonda su due passi della Sacra Scrittura.

Nel più antico di questi (2Mac 12,38-45) si racconta che, al tempo di Giuda Maccabeo (166-160 a.C.), gli ebrei scoprono sui cadaveri di alcuni di loro morti in battaglia, degli amuleti pagani. Giuda ordina, allora, di inviare a Gerusalemme una forte cifra di denaro per offrire un sacrificio in espiazione del peccato commesso dai defunti,“44Perché se non avesse avuto ferma fiducia che i caduti sarebbero risuscitati, sarebbe stato superfluo e vano pregare per i morti”.

Nella prima lettera ai Corinzi, S. Paolo parla di un fuoco che purificherà coloro che muoiono in una situazione di peccato.

Ricordiamo, infine, che, secondo la dottrina della Chiesa cattolica, i fedeli viventi sono invitati a pregare a suffragio dei defunti, abbreviandone, così, la permanenza in Purgatorio.

Coloro che muoiono nella grazia e nell’amicizia di Dio, ma sono imperfettamente purificati, sebbene siano certi della loro salvezza eterna, vengono però sottoposti, dopo la loro morte, ad una purificazione, al fine di ottenere la santità necessaria per entrare nella gioia del cielo.

La Chiesa chiama purgatorio questa purificazione finale degli eletti, che è tutt’altra cosa dal castigo dei dannati. La Chiesa ha formulato la dottrina della fede relativa al purgatorio soprattutto nei concili di Firenze e di Trento. La Tradizione della Chiesa, rifacendosi a certi passi della Scrittura, parla di un fuoco purificatore... . (Catechismo della Chiesa Cattolica, 1030-1031)