Il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso si adopera nel promuovere il dialogo tra la Chiesa cattolica e le religioni non cristiane. Il Concilio Vaticano II ha trattato questo tema nella dichiarazione Nostra Aetate.
Con l'Induismo
In India sono presenti anche i Cristiani. Secondo l'antica tradizione, il primo grande missionario di quella terra sarebbe stato l'apostolo S.Tommaso, del quale si venera il presunto sepolcro nei pressi della città di Madras.
Col passare degli anni, molti altri missionari hanno percorso le strade dell'India, portando il Vangelo di Gesù a quelle popolazioni, e costruito ospedali, scuole e chiese.
Anche l'Induismo è uscito dal suo territorio e si è diffuso nelle nazioni occidentali. Tutto ciò ha favorito il sorgere di un dialogo sempre più profondo fra la fede cristiana e la religione induista.
Il Concilio Vaticano II nella Dichiarazione Nostra aetate ha espressamente menzionato questa religione riconoscendo in essa alcuni valori molto importanti, primi fra tutti il sincero sforzo che l'indù compie per avvicinarsi a Dio attraverso una vita ascetica e la meditazione profonda, per liberare l'umanità dalle preoccupazioni e dalle angosce.
Con il Buddhismo
Anche nei riguardi del Buddhismo la Chiesa nutre grande rispetto, soprattutto per il sincero tentativo da essa dimostrato per liberare l'uomo dagli affanni della vita presente, e ne apprezza i sentimenti di non violenza e di tolleranza tesi ad instaurare buoni rapporti fra i vari popoli della terra.
Bisogna però rilevare che, pur non mancando elementi di somiglianza fra fede cristiana e fede buddhista, il Cristianesimo si fonda sulla rivelazione di Dio, mentre il Buddhismo nasce dal pensiero umano.
Con l'Islamismo
Nel passato ci sono state forti tensioni fra il mondo islamico e il mondo cristiano. Oggi, i Cristiani, obbedienti all’invito dei padri conciliari cercano di stabilire un dialogo fra le due comunità; il Papa stesso incontra sovente e volentieri i rappresentanti di questa religione.
Nella dichiarazione Nostra aetate la Chiesa cattolica guarda con stima i Musulmani che adorano l'Unico Dio considerandolo creatore dell'Universo e degli uomini.
Nonostante essi non riconoscano in Gesù il figlio di Dio, lo venerano insieme alla madre Maria. I Vescovi chiedono, infine, ai fedeli Cristiani e ai fedeli Musulmani di superare le ostilità e le diffidenze del passato e di impegnarsi nella promozione della giustizia sociale, per la pace e la libertà di tutti i popoli.
Con l'Ebraismo
La Chiesa cattolica riconosce il comune patrimonio di fede esistente fra le due religioni.
Anche i Cristiani riconoscono il patriarca Abramo come loro padre nella fede e affermano che gli inizi della loro religione sono da ricercarsi presso i Patriarchi e i Profeti. Dal popolo ebraico provengono gli apostoli e quanti all'inizio hanno predicato la resurrezione di Gesù. Cristo, così come professa l'apostolo Paolo, ha poi riconciliato nel sangue della sua croce il popolo d'Israele con i Gentili (gli antichi pagani) facendo di essi un unico popolo che è la Chiesa.
I Vescovi del Concilio Vaticano II raccomandano vivamente il dialogo fra i seguaci delle due religioni invitandoli alla collaborazione.
La dichiarazione Nostra aetate condanna chi fomenta l'odio di razza e l'antisemitismo e puntualizza che la morte di Gesù è stata causata dai peccati di tutti gli uomini e non dagli Ebrei. La responsabilità di questo atto non può essere imputata a tutti gli Ebrei viventi al tempo del Signore e a quelli viventi oggi.
